I diritti dell’uomo contro il popolo. Di Jean-Louis Harouel

Pubblichiamo alcuni paragrafi tratti dal libro di  Jean-Louis Harouel
intitolato I diritti dell’uomo contro il popolo
(LiberiLibri, Macerata 2018).

I diritti dell’uomo hanno permesso agli individui di sviluppare la loro libertà al riparo dagli arbitrî del potere. Ma cosa succede quando l’ipertrofia dei diritti perverte lo scopo per cui erano nati, diventando una gabbia per la libertà stessa? Secondo Jean-Louis Harouel, i diritti dell’uomo si sono trasformati in una religione secolare suicida per gli occidentali, alla ricerca di un orizzonte pseudo-metafisico in cui credere.
L’autore inquadra tale religione secolare all’interno di un percorso storico-filosofico iniziato con la gnosi e il marcionismo, cresciuto con le dottrine millenariste e impostosi con quelle socialiste. Dove un’identità va in frantumi, in questo caso quella occidentale che si autodistrugge attraverso l’odio di sé, un’altra identità forte e fiera, che Harouel indica nell’Islam radicale, tenta di affermarsi. Egli analizza il fenomeno partendo dalla Francia per allargare la prospettiva al resto d’Europa e del mondo occidentale.
(Dall’Introduzione di Vittorio Robiati Bendaud).

La religione secolare dei diritti dell’uomo.
“La dottrina dei diritti dell’uomo è l’ultima, in ordine di tempo, delle nostre religioni civili” osservava nel 1989 Régis Debray. La stessa costatazione sarà fatta alcuni anni dopo, dal celebre storico François Furet: “I diritti dell’uomo sono diventati la nostra religione civile”. La morale dei diritti dell’uomo ha rivestito i panni di una religione di Stato, ha notato nello stesso periodo uno stimato giurista, il decano Jean Carbonnier. “I diritti dell’uomo sono diventati la nostra ultima religione secolare”, dirà, da parte sua, Elie Wiesel.
      Quanto alla disposizione religiosa dell’essere umano, l’allontanamento dalle credenze dalla pratica religiosa cristiana, conosciuto dall’Europa occidentale, non ha fatto scomparire il sacro, ma ne ha comportato soltanto lo spostamento. Trovandosi disponibile per altri investimenti, la propensione di numerosi individui alla religiosità si è largamente orientata verso forme secolari del sacro, senza che gli interessati fossero sempre coscienti della natura religiosa della loro fede e del loro impegno. È questa religiosità secolarizzata che alimenta quelle che chiamiamo religioni politiche o religioni secolari ovverossia religioni civili. O ancora, religioni senza nome.

Tutte queste espressioni si applicano ai diritti dell’uomo che, prendendo le mosse dal comunismo, sono oggi la grande forma religiosa secolarizzata dell’Europa occidentale. I diritti dell’uomo come religione non sono che un momento particolare, una forma tra le altre di un fenomeno molto più vasto e antico, dalle molteplici sfaccettature: la religione dell’umanità.
Un avatar della religione dell’umanità.
Nata in seguito al suo allontanamento dal divino, la religione dell’umanità ha per fondamento lo storicismo, ideologia secondo la quale la storia è il cammino dell’umanità verso un’era radiosa di estrema felicità. Insomma, un benessere collettivo terreno che si sostituisce al progetto di benessere individuale celeste dei cristiani. Caratterizzando una grande parte della filosofia tedesca del XIX secolo, questa concezione della storia si insinua specialmente nel romanticismo e nella filosofia di Hegel. Ispira parimenti la maggior parte delle correnti socialiste e più in generale il pensiero di sinistra.
Il socialismo, osservava Durkheim, “è completamente orientato verso il futuro”.[…] Religione secolare, la religione dell’umanità ha in un primo tempo rivendicato una sua peculiare natura religiosa. Le dottrine socialiste della prima metà del XIX secolo si sono spesso presentate come religioni dell’avvenire […].
Negli ultimi decenni del XX secolo, la religione comunista inizia a cedere il posto alla religione umanista come progetto universale della salvezza terrestre. L’Europa della seconda metà del XX secolo aveva tributato ai diritti dell’uomo un vero culto, ma tale tendenza ha preso un “andamento quasi fanatico” a partire dalla fine degli anni ’80, cioè nel momento in cui l’Unione Sovietica è crollata.
La religione dei diritti dell’uomo è oggi la versione più diffusa della religione dell’umanità. Come osservava François Furet, i diritti dell’uomo assurti a religione hanno “sostituito la lotta di classe, ma al servizio di un obiettivo identico che è l’emancipazione dell’umanità”. I diritti dell’uomo ormai hanno assunto l’incarico della promessa del regno di Dio sulla terra, del progetto di un’umanità riconciliata grazie all’instaurazione di una società perfetta. Si sono sostituiti al comunismo come bussola che indica il senso della storia, come motore del grande meccanismo storico provvidenziale che deve condurre l’umanità verso la terra promessa dell’avvenire radioso. Così come il comunismo e gli altri antenati della religione dell’umanità, l’attuale religione politica dei diritti dell’uomo è nello stesso tempo un millenarismo e una dottrina della conoscenza.
Il piedistallo della religione umanitaria: un memismo di origine gnostica.
Designo con il nome di memismo un’ideologia dell’indifferenziazione e dell’identità tra tutti gli esseri umani, che li obbliga ad allontanarsi da qualsiasi elemento che ingenera distinzione. E’ il dogma del “tutti simili”, l’obbligo di vedere nell’altro rigorosamente l’immagine di se stessi.
    Il memismo va ben al di là dell’idea che si deve riconoscere e rispettare l’umanità in ogni uomo. Esso esige che si proclami – contro l’evidenza – la perfetta identità di tutti gli uomini. Il memismo è il dogma dell’intercambiabilità di tutti gli uomini. Nella gnosi si trova una prefigurazione del memismo, conseguenza del dogma dell’Uomo-Dio. Il messaggio che la divinità destina agli uomini è “io sono identico a te e tu sei identico a me”.  Per la gnosi c’è un’identità perfetta tra Dio e l’uomo provvisto di un’anima di luce, che perciò è della stessa natura di Dio. L’uomo è destinato a essere riassorbito nella persona di Gesù: “questi è me e io sono lui”. L’uomo è identico a Dio, Dio è identico all’uomo  […].
La diversità dei corpi, dell’intelligenza delle passioni è senza importanza, come pure la distinzione dei sessi. Credendo nell’indifferenziazione sessuale, la gnosi ne sogna l’abolizione, speculando sul momento in cui non esisterà più né uomo né donna quando “i due saranno uno solo”.

     In virtù del dogma memista, la religione secolare dei diritti dell’uomo afferma che, essendo tutti gli uomini perfettamente intercambiabili, un popolo qualsiasi, ad esempio maltese o turco, può indifferentemente rimpiazzare i francesi indigeni fa continuare a funzionare la Francia. È il nome di questo dogma che gli europei si vedono oggi minacciati di scomparire, come civiltà e come nazioni, per fondersi nel grande tutto di un’umanità mondializzata.

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